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Eliminare la barriera dei firewall alla segmentazione di rete Zero Trust

by FireMon

Compia i primi passi verso lo Zero Trust senza sostituire i suoi firewall.

Introduzione: il divario di segmentazione

La segmentazione di rete Zero Trust promette un futuro in cui i carichi di lavoro sono isolati, il raggio d'azione di un attacco è ridotto al minimo e l'accesso con privilegi minimi è applicato per impostazione predefinita. È una tappa cruciale nel percorso verso una solida sicurezza di rete zero trust. In termini pratici, significa passare da una connettività di rete ampia a un approccio incentrato sugli asset, in cui l'accesso viene concesso in base al contesto di business solo a ciò che è necessario e solo agli asset attendibili.Tuttavia, per la maggior parte delle organizzazioni quel futuro resta un'aspirazione. Nonostante gli investimenti in soluzioni e strategie zero trust, molti team si arenano prima di compiere progressi significativi.Perché? Il problema di fondo non è il concetto, ma l'implementazione. E spesso i firewall tradizionali vengono erroneamente considerati ostacoli obsoleti, quando potrebbero costituire le fondamenta della sua architettura zero trust.

La realtà: dove i team si bloccano

La segmentazione è complessa. E la maggior parte dei team si scontra con uno di due ostacoli:

  • La nebbia alla linea di partenza: molti team non sanno da dove cominciare. Non si tratta solo di districare le regole firewall, ma della mancanza di una strategia chiara e complessiva. Poiché lo Zero Trust appare spesso soverchiante, le organizzazioni hanno bisogno di un punto di partenza pratico: una roadmap basata sul rischio che stabilisca dove le policy di segmentazione produrranno per prime il maggiore impatto in termini di controllo della sicurezza.
  • La trappola dell'acqua alta: alcuni team si tuffano a capofitto in sofisticate piattaforme basate su agenti o in strumenti di segmentazione basati sull'identità. Ma senza una governance adeguata o un allineamento delle policy a un framework zero trust, queste iniziative si arenano rapidamente, lasciando isole di controllo isolate senza un percorso chiaro verso la scalabilità.

Che cosa fa fallire la segmentazione di rete zero trust?I team devono fare i conti con decenni di complessità delle regole legacy, con sovrapposizioni di policy difficili da districare e con un'applicazione incoerente tra firewall, cloud e SDN. Sono problemi di policy, non fallimenti tecnologici.

Sfide che si sommano

Il vero timore non riguarda le capacità, ma le conseguenze. Quando i team tentano di passare dallo stato attuale a qualcosa di nuovo, il rischio di compromettere sistemi critici incombe. Nessuna organizzazione vuole causare tempi di inattività mentre cerca di impedire accessi non autorizzati.Altre sfide includono:

  • Gestire i pattern di traffico di rete negli ambienti ibridi
  • Definire controlli di accesso rigorosi senza interrompere le operazioni aziendali
  • Coordinare le modifiche alle policy di sicurezza su più piattaforme
  • Mantenere la visibilità sulle risorse di rete durante la trasformazione

Perché i firewall contano ancora

I firewall esistenti possono supportare l'implementazione zero trust? Assolutamente sì. I firewall non sono il problema, sono parte della soluzione. Le vere sfide sono le configurazioni esistenti all'interno dei firewall e il modo in cui facciamo evolvere la gestione delle policy per riflettere il modello zero trust. La maggior parte delle organizzazioni convive con decenni di regole complesse e stratificate che nessuno vuole toccare per timore di compromettere qualcosa di critico. Questo timore è legittimo, ma è anche il principale ostacolo al progresso.L'opportunità non consiste nello smantellare tutto, bensì nel fare ordine in ciò che esiste, riducendo le policy all'essenziale e procedendo con regole definite in modo puntuale e allineate allo Zero Trust. In alcuni casi le regole esistenti possono essere adattate al modello di sicurezza zero trust. L'obiettivo è ridurre complessità e rischio da qui in avanti, senza disperdere il patrimonio di conoscenza aziendale codificato nelle policy legacy.

Che cosa manca negli approcci attuali:

  • Visibilità unificata sugli ambienti ibridi
  • Normalizzazione delle policy per ridurre il rischio e far emergere ciò che conta
  • Coordinamento tra piattaforme per garantire un controllo degli accessi di rete coerente

I firewall non sono un ostacolo allo Zero Trust. Con la strategia giusta, possono esserne le fondamenta.

La via intermedia: l'approccio di FireMon

In FireMon crediamo nell'incontrare le organizzazioni al punto in cui si trovano. Invece di imporre una scelta binaria tra macro e microsegmentazione, proponiamo un approccio più intelligente:

  • Inizi in modo semplice: sfrutti i firewall esistenti per applicare controlli granulari allineati all'intento di business.
  • Scali con intelligenza: normalizzi le policy firewall e cloud, elimini le regole ridondanti e individui le lacune nell'attuale postura di segmentazione della rete. Le nostre integrazioni con le principali piattaforme, come Illumio, garantiscono un allineamento fluido delle policy.
  • Si adatti in modo dinamico: ottenga visibilità in tempo reale, applichi guardrail consapevoli del rischio e astragga le policy dall'infrastruttura per applicarle in modo coerente su tutta la rete.

FireMon colma il divario tra la strategia Zero Trust di alto livello e le operazioni firewall quotidiane. Scopra di più sulle nostre soluzioni Zero Trust Network Access.

Benefici concreti

In che modo FireMon accelera l'adozione dello zero trust?Partendo da ciò che già possiede, le organizzazioni possono:

  • Ridurre il rischio di movimento laterale utilizzando l'attuale infrastruttura firewall
  • Migliorare la coerenza tra ambienti cloud, data center e on-prem
  • Evitare costosi progetti di segmentazione di tipo “rip-and-replace”
  • Costruire una base scalabile per una microsegmentazione zero trust avanzata
  • Rafforzare le difese contro minacce informatiche in evoluzione

Best practice di implementazione

Quali sono i passaggi chiave per implementare lo zero trust con l'infrastruttura esistente?

Un'implementazione zero trust efficace richiede un approccio per fasi:

  1. Individuazione e classificazione degli asset: comprendere quali risorse di rete richiedono protezione
  2. Valutazione delle policy: valutare le regole esistenti rispetto ai principi zero trust
  3. Segmentazione incrementale: Iniziare dai segmenti di rete ad alto rischio
  4. Monitoraggio continuo: Monitorare i modelli di traffico di rete e adeguare le policy
  5. Integrazione dell'automazione: Sfruttare l'automazione delle policy per un'applicazione coerente

Conclusione: lo Zero Trust inizia dalle policy, non dai prodotti

Lo Zero Trust non consiste nell'implementare l'ennesima piattaforma o nell'eliminare i firewall esistenti. Consiste nel conoscere i propri asset, collegarli al contesto di business e utilizzare queste informazioni per definire policy basate sull'intento. Con la giusta visibilità, governance e automazione, i firewall possono trasformarsi da colli di bottiglia in punti di applicazione strategici per la segmentazione di rete Zero Trust. Non è necessario partire subito dal livello più complesso. Inizi dalle policy. Proceda per iterazioni intelligenti. E utilizzi ciò che possiede già per avanzare in modo sicuro ed efficace.Non perda il prossimo articolo di questa serie: oltre le zone statiche, verso un controllo delle policy adattivo e consapevole degli asset.

Domande frequenti

La microsegmentazione Zero Trust è una strategia di sicurezza che isola i workload e limita l'accesso in base a identità, contesto e rischio. Applica il principio del privilegio minimo in tutti gli ambienti, contribuendo a impedire i movimenti laterali e a contenere le minacce mediante controlli granulari a livello di workload.

La segmentazione di rete Zero Trust si distingue perché utilizza policy dinamiche basate sull'identità anziché confini di rete statici. I metodi tradizionali si basano su VLAN e subnet, mentre lo Zero Trust si adatta in tempo reale ai ruoli degli utenti, alla criticità degli asset e al livello di rischio, offrendo un controllo più preciso e flessibile.

I progetti di segmentazione Zero Trust falliscono spesso a causa di scarsa visibilità, applicazione incoerente e assenza di una governance centralizzata delle policy. I team adottano talvolta strumenti avanzati prematuramente, senza prima ripulire le regole legacy o allineare i controlli nell'infrastruttura ibrida, con conseguente complessità e stallo dei progressi.

Sì, se gestiti correttamente i firewall possono supportare la sicurezza di rete Zero Trust. La maggior parte dei firewall dispone delle capacità di applicazione necessarie; ciò che manca è la visibilità centralizzata, la normalizzazione delle policy e la governance in tempo reale, funzioni che FireMon fornisce per trasformare i firewall in punti di applicazione Zero Trust.

Il vantaggio di partire dai firewall è la possibilità di utilizzare l'infrastruttura esistente per applicare le policy Zero Trust. Questo approccio evita costosi progetti di sostituzione integrale, accelera l'implementazione e consente ai team di avviare subito la segmentazione mantenendo la coerenza tra ambienti cloud, on-premise e ibridi.

FireMon supporta lo Zero Trust centralizzando la gestione delle policy, abilitando la visibilità in tempo reale e automatizzando l'applicazione su tutte le piattaforme. Astrae i controlli dall'infrastruttura, allinea le policy all'intento di business e consente alle organizzazioni di scalare la segmentazione Zero Trust senza necessità di nuovi strumenti o agent.

Il controllo degli accessi alla rete è fondamentale per lo zero trust: garantisce che ogni richiesta di connessione sia verificata e autorizzata in base a identità, contesto e rischio prima di concedere l'accesso alle risorse di rete.

Le organizzazioni gestiscono l'accesso remoto in un modello zero trust implementando verifica continua, autenticazione contestuale e controlli di accesso granulari che non si basano sui tradizionali presupposti di sicurezza perimetrale.

Le policy di segmentazione zero trust sono regole dinamiche che controllano l'accesso tra i segmenti di rete in base a identità, comportamento e valutazione del rischio, anziché a posizioni di rete statiche o indirizzi IP.

I web application firewall si integrano con lo zero trust fornendo un ulteriore livello di controlli di sicurezza specifici per le applicazioni, che completa la segmentazione di rete e le policy di accesso basate sull'identità.

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